mercoledì 2 giugno 2010

Confusione mentale

Chiedo se sia possibile invitare qualche economista veramente preparato e chiaro, disponibile a spiegarci i vari aspetti di questa crisi in maniera spassionata e onesta, rispondendo cioè alle domande e agli interrogativi anche ingenui o scomodi, al di là di ogni discorso di segno propagandistico:A lui vorrei, ad esempio, chiedere: è vero che, all'indomani del fallimento della Lehman Brothers, e del crollo del dollaro e della Borsa, Obama si è preoccupato principalmente, oltre del salvataggio delle banche, a sostenere l'economia con massicci investimenti statali in "stile" keynesiano e che dopo meno di due anni, questo ha riportato l' economia americana a crescere, la borsa a risalire (pur tra gli alti e bassi condizionati dagli ultimi avvenimenti internazionali), e il dollaro a rafforzarsi notevolmente? Ed è vero che tutto questo è avvenuto a fronte di un indebitamento enorme da parte dello stato americano (dicono ora il più indebitato del mondo) che prima non esisteva (ad essere indebitati erano i privati)? E come si spiega tutto questo, dato che in Europa sembrerebbe avvenire il contrario, cioè un calo vertiginoso dell'euro causato da un eccessivo debito pubblico (almeno così ci dicono), ammonendoci e imponendoci scelte opposte, rigoristiche e non espansive? E quanto peso ha la scoperta, non avvenuta certo ieri, di questo eccessivo indebitamento pubblico, peraltro in misura molto differenziata da stato a stato, nel crollo dell'euro, rispetto ai tragicamente perversi "giochi" finanziari di agguerriti gruppi di speculatori? In tanti dicono che un euro più debole potrebbe avvantaggiarci rendendoci internazionalmente più competitivi, e allora perchè ci preoccupiamo tanto? E perchè, se il rischio di un eventuale "fallimento" riguarda attualmente i soli paesi del sud-Europa, tutti indistintamente i paesi dell'UE, e in primis la Germania, che sembra a quanto si legge essere messa meglio degli altri, adottano misure estreme a rischio di soffocare la debole ripresa che pareva profilarsi? Ma il problema non era quello del differenziale tra i vari paesi europei, che in questo modo tende a riproporsi e anche ad allargarsi? E sarebbe eventualmente un dramma, al di là di discorsi retorici sull'Europa, se si creassero eventualmente due euro, a fotografare una situazione di disparità attualmente esistente, senza forzare e/o falsare troppo i bilanci, essendo sempre esposti ai ricatti degli stessi speculatori? E qualche anno fa sentivo critiche (che tra l'altro mi sembravano convincenti) sull'Europa monetarista, sugli accordi di Maastricht troppo rigidi e da rivedere; solo un anno e mezzo fa la stessa rigidissima BCE concedeva un temporaneo sforamento dei parametri, proprio per contrastare la crisi partita dall'America,molti stati dell'UE ne approfittavano per stimolare l.'economia e noi criticavamo Tremonti che non voleva adeguarsi. Ora lo critichiamo per il motivo opposto in maniera, mi sembra, facilmente demagogica: Di Pietro per esempio gli rinfaccia di non essersi accorto anche prima che i conti pubblici non erano in ordine. Non mi pare una critica fondata, mi pare anzi che lo dicesse continuamente per giustificare i continui tagli effettuati fin al primo momento in cui è salito al dicastero dell'economia. Ma cos'è cambiato? Tutti i parametri e le priorità vengono capovolti solo per il ricatto di un gruppo di speculatori? E concretamente cosa potrebbe succedere, nelle varie alternative? Al di là della sacrosanta lotta agli sprechi e a una maggior equità fiscale, una manovra restrittiva della spesa non porta solo a un avvitamento della crisi economica stessa, nel senso che minor spesa pubblica, causando una diminuzione dell'occupazione con relativa stagnazione dell'economia, porta a minori entrate fiscali e quindi a un ulteriore peggioramento dei conti pubblici con necessità di contrarre ancora la spesa ecc. Prima per scongiurare la crisi c'era l'invito a spendere, ora a risparmiare. E domani?. E perchè si teme di non poter collocare nuovi titoli di stato, quando le aste vanno bene con un rendimento pari praticamente a zero, quando venticinque anni fa erano superiori al 20%? E quali sono le proposte della sinistra, al di là di enunciazioni sulla lotta all'evasione fiscale. Con quali strumenti? La tracciabilità può essere evasa con l'uso del contante "in nero". La tassazione delle rendite finanziarie in tempi di crisi, anche se "politicamente corretta", non credo possa essere sufficiente. Senza contare che i titoli di stato non possono essere maggiormente tassati, perchè il rendimento sarebbe negativo, a meno che non si realizzasse un'adeguazione dei tassi al rialzo, e saremmo punto e daccapo.Se tutto è cambiato a causa di forme di speculazione "creativa", non bisognerebbe, invece di adeguarsi incassando il colpo, far fronte comune tra tutti gli stati europei nel denunciare questi perversi strumenti finanziari e appoggiare Obama incalzandolo per cambiare insieme radicalmente le regole dei mercati finanziari? Ed è vero che la maggior parte di questi strumenti finanziari, derivati od altro, e delle scommesse contro l'euro partono dalla Spagna di Zapatero, dove tra l'altro esisterebbe il maggior numero di lavoratori precari? Francamente queste sono solo alcune delle questioni che mi rendono confusa e che vorrei porre perchè tutte queste cose mi sembrano difficili da capire e spesso mi sembrano contraddittorie, forse perchè non ne riesco proprio a capire le relazioni....

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