sabato 15 maggio 2010

Proposta per fronteggiare l' inquinamento da rifiuti industriali

Avete visto il servizio di "Exit" ieri sera sugli affari che si realizzano con le finte bonifiche dei territori inquinati da rifiuti speciali? Le aziende incaricate di bonificare, pagate profumatamente per trasportare i rifiuti in siti idonei, li spostano solo nottetempo da un territorio a un altro, sotterrandoli in profondità dopo aver fatto grosse buche e asportato la terra buona che rivendono a ditte edili, e coprendoli superficialmente. Tutti sanno ma nessuno parla, per interesse o spesso per paura. E questo tra il Piemonte e la Lombardia che disprezzano i terroni ma apprezzano mafiosi e 'ndranghetari con cui fare ottimi affari e avvelenare Nord e Sud, in questo senso profondamente unitari. Altre volte nel milanese ( ma cerrto non solo lì ) vengono elargite concessioni edilizie in cambio di bonifiche di territori inquinati, sopra cui si costruisce senza aver bonificato alcunchè. Ma ovviamente formalmente tutto è in regola, e se si effettua qualche sporadico controllo non si va certo oltre la forma, che bisogno ci sarebbe?
Sono anni che mi ci arrovello e non riesco a capire perchè si affidano a ditte private lo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi. Per evitare che vengano trattati "allegramente" bisogna evitare che costituiscano fonte di arricchimento per chi li raccoglie e smaltisce e allo stesso tempo fonte di impoverimento per chi se ne deve liberare. Perciò mi sembrerebbe opportuno che a occuparsene fossero aziende pubbliche o municipalizzate controllabili da tutti e controllate da chi di dovere e che chi, privati cittadini e soprattutto aziende, abbia necessità di servirsi di loro, non pagasse, per così dire, "a cottimo", vale a dire sulla quantità dei rifiuti conferiti, ma forfettariamente, attraverso calcoli stabiliti in precedenza sulle caratteristiche dell'azienda e sulla possibile quantità di rifiuti prodotti. Perchè quello che avviene oggi per i rifiuti urbani, cioè il pagamento basato su parametri diversi da quelli della quantità dei rifiuti conferiti, non può avvenire a maggior ragione per altre tipologie di rifiuti, con l'obiettivo di eliminare la convenienza a smaltire inquinando? E dirò di più: pur incentivando maggiormente le innovazioni che aiutano a ridurre l'inquinamento e la quantità di scarti prodotti, non troverei scandaloso se all'inizio il costo dello smaltimento pubblico e "sicuro" dei rifiuti inquinanti fosse non completamente scaricato sulle aziende ma parzialmente sostenuto anche dalla collettività, tenendo conto che "prevenire è (infinitamente) meglio che curare", e che i costi in termini economici, oltre che in termini umani, sanitari e sociali, di ipotetiche bonifiche post-inquinamento, quand'anche venissero effettuate, sarebbero infinitamente superiori, oltrechè meno efficaci in termini di salvaguardia ambientale.

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