lunedì 12 aprile 2010
Due referendum sull' acqua
Non si tratta, secondo me, di dire se sia giusto secondo noi che i partiti ( e segnatamente l'Idv) facciano a pieno titolo parte del comitato promotore e se quindi in fin dei conti Dipietro abbia avuto delle buone ragioni a risentirsi e a decidere dipresentare dei quesiti referendari autonomi. Non si tratta, a mio avviso, di stabilire chi abbia ragione e chi torto, nè di dire che noi saremmo d'accordo sul fatto che i partiti che condividono e si impegnano le stesse tematiche referendarie non debbano essere tagliati fuori. E' ovvio che noi, avendo deciso di entrare a far parte di un partito troviamo giusto e auspicabile che così avvenga, ma in una situazione del genere dovremmo riuscire amettere da parte le nostre convinzioni o anche solo i nostri auspici, tenendo conto di quel che è più opportuno fare, a fronte del fatto che altri, e cioè i promotori del comitato, non sono d'accordo. E' più opportuno rompere il fronte referendario, col rischio di generare confusione tra la gente, indebolendo la campagna, e indispettendo l'area della sinistra movimentista che all'idv stava cominciando a guardare come aun possibile interlocutore o che magari avrebbe potuto farlo in futuro? Anche in una logica puramente partitica, (che non condivido), misembra una scelta quantomeno miope. E da quel che mi sembra di aver capito dalla ricostruzione dei fatti (dandola per buona), il comportamento dei responsabili dell'idv è stato piuttosto incoerente e le ragioni addotte alla fine mi sembrano pretesti troppo facili da smontare, se la pretesa incostituzionslità in precedenza non era mai stata rilevata. Per di più mi sembra possa apparire una presa in giro per il comitato l'offerta di raccogliere anche i loro quesiti referendari nei banchetti che farà l'idv, perchè mi sembra altamente improbabile poter presentare due referendum in qualche modo diversi sullo stesso tema con imparzialità e chiarezza dicendo che noi ne promuoviamo solo uno , che poi è quello che incide solo in parte sul problema della ripubblicizzazione dell'acqua. Quale potrebbe essere l'obiettività e la chiarezza? Tra l'altro non mi sembra sia stata fatta una sufficiente opera esplicativa dentro il partito, della portata dei vari quesiti, delle differenze pratiche diverse che ne scaturirebbero (al di là degli slogan) Mi chiedo se il fatto di non comparire tra le firme del comitato promotore potrebbe ostacolare o rendere meno significativa la raccolta, insieme alle firme per gli altri referendum, anche di quelle per un referendum di cui, se pur nominalmente promosso da altri, si condivide l'impianto . E anche, ammesso e forse anche concesso (?!?), si fosse avuto un tardivo ripensamento su qualche aspetto, mi sembrerebbe inopportuna a questo punto la scelta di sottolinearlo promuovendo un referendum in qualche modo, anche forse al di là delle intenzioni, " concorrente" col rischio di creare i danni di cui sopra che mi sembrano di notevole portata, senza contare che gran parte della base del partito potrebbe non condividere questa scelta e allora cosa potrebbe succedere nei banchetti?
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