venerdì 6 agosto 2010

AUTUNNO CALDO

Questo è il momento di incalzare il governo, non di scongiurarne la crisi. Si dice che sia pericoloso e da irresponsabili andare alle elezioni in un momento di grave crisi economica e sociale. Ma si è sempre detto che questo governo era del tutto inadeguato e soprattutto disinteressato ai problemi del paese, occupandosi solo dei propri. Come se i provvedimenti sulla giustizia e contro di essa non toccassero anche direttamente gli interessi degli italiani, come se favorire la criminalità non influisse direttamente anche sull'economia del paese, con il mancato contrasto verso l'economia sommersa che spesso distrugge quella legale, con la protezione accordata a sprechi di denaro pubblico, a elargitori e fruitori di tangenti eccetera. Più di rilevare che il governo non trova il tempo, pressato dai problemi del premier e delle varie cricche legate al governo, di occuparsi dei problemi del paese, mi sembra che il modo di occuparsene li aggrava. E lo stesso Tremonti, che ora viene adombrato da parte dell'opposizione come possibile successore di Berlusconi, sia pure in un governo a tempo, non era stato additato e combattuto come fautore di manovre inique e dannose? Vedo un pericolo nel puntellare e sostenere di fatto la permanenza di questo governo, essendo eminentemente fantasiose se non improponibili le ipotesi di governo alternativo ancorchè a tempo evocate, con cui ci si proponga di fare tutti insieme d'amore e d'accordo cose su cui non c'è il minimo accordo (neanche all'interno di un stesso partito). Fini ha ancor più paura di Bersani che finisca la legislatura e si vada al voto. Per questo tutti i suoi finiani ribadiscono continuamente al premier la loro lealtà nei confronti del governo e il loro voto favorevole verso tutte le leggi volute dalla maggioranza cioè da Berlusconi.Perciò dobbiamo aspettarci che quando in autunno giungeranno tutte le leggi di controriforma della giustizia (intercettazioni, processo breve, nuovo lodo Alfano, separazioni dei poteri, riforma del Csm, gestione dei pentiti eccetera) Fini potrebbe non avere più il coraggio neanche di proporre cambiamenti come parzialmente fatto in precedenza. E anche se qualche volta, qualora Berlusconi non fosse riuscito ad assicurarsi nel libero mercato degli onorevoli, sufficienti fedelissimi, per salvare la faccia di fronte ai provvedimenti più scandalosi decidesse di astenersi, lo farebbe sempre con un calcolo preciso, come è avvenuto per Caliendo, sulla garanzia che il governo possa reggere. Perciò ho paura che in autunno, se tutte le forze d'opposizione non denunceranno chiaramente le manovre del governo senza temere di richiedere apertamente nuove elezioni, potrebbero passare le peggiori leggi criminogene e liberticide fin qui pensate. E il nostro paese non può aspettare che il Pd o altri decidano di darsi a tavolino un leader e un programma. Il primo programma è quello di bloccare le oscure manovre del terzo governo Berlusconi e della P3.Le alleanze si costruiscono non a tavolino ma con gli elettori delusi da una opposizione che non ha il coraggio di fare il suo mestiere fino in fondo nelle aule, nei mass media e nelle piazze. Senza contare che, di fronte a un'opposizione incerta, Berlusconi potrebbe sempre giocare con spregiudicatezza l'arma del ricatto elettorale quando gli farebbe più comodo (magari quando i finiani dichiarassero di astenersi e le loro critiche, ancorchè poco atte a renderli credibili per la posizione pilatesca assunta con la semplice astensione, rischiassero tuttavia di ottenere un qualche risalto nei media e attenzione nell'opinione pubblica). Quindi le elezioni tanto paventate non sarebbero comunque scongiurate, ma l'opposizione vi giungerebbe con un ulteriore calo di credibilità e dopo che il paese e la sua tenuta democratica e civile potrebbe aver subito danni considerevoli.

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