domenica 21 novembre 2010
Proposta sulla questione dei rifiuti
E' tornata prepotentemente alla ribalta la questione dei rifiuti a Napoli, che Berlusconi assicurava di aver brillantemente risolto due anni fa. Invece i rifiuti presenti allora erano stati solo nascosti o smaltiti malamente, compromettendo ancor più l'ambiente. Ma è estremamente sbagliato e illusorio pensare che si tratti di un problema locale, Roma sta per fare la stessa fine se non verranno presi urgentemente provvedimenti adeguati.Del resto, l'inquinamento del territorio con relativo avvelenamento dei cibi che mangiamo e dell'acqua che beviamo, non è solo largamete presente in Campania, ma sempre più ora anche intorno a Roma, L'inquinamento delle falde acquifere con agenti tossici di estrema gravità non è stato rilevato solo a Terzigno, ma anche nei pressi della superdiscarica romana di Malagrotta. Ed è del tutto inutile parlare di bonifiche costosissime se non si inverte il ciclo dei rifiuti.Paradossalmente, col passar del tempo anzichè progredire con le pratiche del riuso si abbandonano anche quelle poche che esistevano qualche anno fa, come la resa dei vetri delle bottiglie nei negozi dietro un piccolo compenso o detrazione o in alcuni luoghi della carta-. Inoltre una volta nei supermercati si potevano trovare più frequentemente buste di carta, anche se non adeguatamente incentivate sul piano del prezzo, mentre si continua sempre a rinviare l'introduzione dei sacchetti biodegradabili.E' paradossale che mentre è sotto gli occhi di tutti la necessità sempre più improrogabile di avviare pratiche di risparmio e di riciclo dei vari materiali e l'importanza della questione è ormai ammessa anche dai mass media, si faccia ben poco per raccogliere e smaltire in modo differenziato i rifiuti e, quando viene intrapreso qualche tentativo in questa direzione, generalmente fallisce perchè mal progettato e mal condotto.Nel degrado generale, anche i cittadini più sensibili e avvertiti hanno la difficoltà a orientarsi per attuare pratiche virtuose di riciclo e riuso.I cassonetti che da utilizzare a tale scopo sono mal dislocati, spesso non facilmente accessibili, privi di informazioni adeguate ed esaurienti, che specifichino le modalità per eseguire un corretto riuso dei singoli oggetti che potrebbero essere utilizzati.Inoltre sono palesemente insufficienti, pure di fronte a un limitato numero di cittadini che si impegna ad usarli , in modo più o meno corretto. Ne è prova il cumulo di rifiuti che spesso si forma tutto intorno. Quando poi passa il personale dell'Ama, getta tutto nei cassonetti verdi dell'indifferenziata. La mancanza di impegno reale da parte delle amministrazioni locali e dell'Ama scoraggia i cittadini che sono portati per lo più a rinunciare, in pigro ossequio all'andazzo generale, contribuendo così anche personalmente ad aggravare la situazione ambientale. Eppure i mass media negli ultimi tempi hanno lanciato più di un grido di allarme. Come mai, al di là di qualche slogan propagandistico, non cambia mai niente? E come mai i cittadini accettano di essere avvelenati senza ribellarsi, e sembrano insensibili al rischio evidente di compromettere in maniera irreversibile l'ambiente in cui dovranno vivere i propri figli? Bisogna proprio aspettare di avvertire come a Terzigno una puzza insopportabile, per considerare insopportabile la situazione di fronte a cui ci ostiniamo a chiudere gli occhi?L'ipotesi da cui partiamo è che gran parte dei cittadini non reagisca perchè sfiduciata e disorientata. E' come se pensasse: le informazioni lanciano continuamente allarmi, ma poi non si fa niente, e allora forse è la stampa e la televisione ad esagerare. Oppure:forse sarà anche vero, ma probabilmente non c'è niente da fare, è lo scotto avvelenato da pagare al progresso, e poi mancano i soldi per provvedere. Una sorta di fatalismo e rassegnazione sembra impadronirsi della maggior parte della popolazione, che compensa malamente la distruzione dell'ambiente e l'esaurirsi delle sue risorse con la ben magra consolazione di non doversi impegnare a selezionare e riciclare.Questo dimostrerebbe che l'informazione da sola non basta, se non si tramuta in reale consapevolezza che il problema è davvero grave, ma che le soluzioni ci sarebbero e che si possono trovare. Nello stesso tempo occorre rendersi consapevoli che le soluzioni devono essere ricercate, sperimentate e imposte dai cittadini stessi in sintonia con eventuali amministratori responsabili e onesti, o contro quelli che non lo sono.Dobbiamo scuoterci e indurli a scuotersi da una pigrizia mentale e psicologica (favorita da questa classe politica che promette di risolvere i problemi e invece li aggrava, e propina 'informazioni contraddittorie e imprecise), che spesso blocca la nostra intelligenza critica e limita la nostra capacità e voglia d'iniziativa.Questo appello è rivolto in primis ai cittadini più consapevoli, fuori e dentro i partiti. La proposta che vogliamo lanciare è quella di impegnarci a costituire gruppi di cittadini che avvertano l'importanza anzi la necessità di conoscere quale sia l'attuale situazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti a Roma, premessa indispensabile per poter organizzare una vera raccolta differenziata che porti a un reale riciclo e a un sensibile miglioramento dell'ambiente.L'appello va rivolto anche agli studenti delle scuole superiori presenti nei quartieri, perchè i giovani a fronte di validi motivi sono più disponibili ad informarsi e a impegnarsi, perchè in genere hanno più tempo, e sono dotati di più curiosità (quando l'istituzione non ha fatto ancora in tempo a distruggergliela), e più entusiasmo insieme a maggior senso del futuro.Per prima cosa si potrebbero raccogliere le domande che ci facciamo e le ipotesi che vorremmo verificare. Per esempio:Dove manca una vera raccolta differenziata, servono a qualcosa i cassonetti blu per la raccolta della plastica e del vetro e quelli bianchi per la carta? Si riesce davvero a selezionare il materiale? Non era meglio lasciare le vecchie campane di vetro e perchè sono state tolte?Dove e come si è cominciata ad attuare una raccolta differenziata più incisiva? E in cosa ha o non ha funzionato? E i rifiuti raccolti dove sono stati portati? E quali sono i problemi di questa discarica e quelli per cui è stato bloccato il termovalorizzatore di Colleferro? E siamo certi che, dopo aver speso una marea di soldi provenienti dalle nostre tasche, il termovalorizzatore in costruzione ad Albano non porrà gli stessi problemi, anche perchè sembra che la raccolta differenziata dell'umido sia pressochè al palo, ed è proprio questo tipo di rifiuto se non trattato ad inquinare di più nelle discariche con la fuoruscita del pericolosa percolato e ad impedire un corretto funzionamento dei termovalorizzatori. E quali sono, se ci sono, le posizioni e le proposte delle forze politiche locali su questi problemi?E qual'è la ripartizione delle responsabilità'? Probabilmente gli amministratori interrogati giocheranno al solito scaricabarile. E allora occorre indagare per conoscere quali siano le reali competenze dei vari organismi, governo, comune, provincia, regione, municipio, azienda municipalizzata ecc. e insieme le reciproche responsabilità o quelle comuni.Per affrontare questi temi, occorre certamente leggere articoli o reportages in proposito, ma poi anche consultare esperti, interrogare i consigli municipali i comitati e i cittadini dove si sono avviate o sono in progettazione sperimentazioni di raccolta differenziata, per sapere come si svolgono concretamente e quali sono i problemi che pongono, e, siccome non sembra funzionino in modo soddisfacente per lo più non per colpa dei cittadini, elaborare insieme proposte concrete e questionari da sottoporre ai residenti dei quartieri interessati.Occorre poi chiedere all''Ama e alle ditte e cooperative di smaltimento convenzionate su dove vengono portate le quote dei rifiuti in qualche modo differenzionati, e poi verificare concretamente se le informazioni apprese corrispondano a verità, anche con indagini dirette.Si potrebbero seguire i camion e fotografare ciò che sembra discordante da quanto si proclama, anche in base a informazioni e denunce di residenti. E' vero che a volte si sono visti camion raccogliere insieme i rifiuti dei cassonetti verdi, bianchi e blu? E dove questo avviene e perchè? E vengono dislocati con criteri razionali i cassonetti dei vari colori? E quelli, rarissimi, destinati a raccogliere l'umido'? E dove vengono messi e quanti sono quelli per lo smaltimento di rifiuti tossici quali farmaci e batterie, che non si trovano quasi mai? E quali sono le isole ecologiche e perchè è così difficili conferirvi i rifiuti? E soprattutto, è vero che molto spesso i rifiuti raccolti anche in modo differenziato, come varie voci sostengono, vengono per la maggior parte conferiti tutti indifferenziatamente alla discarica di Malagrotta, alla faccia degli sforzi dei cittadini e del loro diritto a un ambiente pulito e alla stessa salute dei loro figli? E perchè questo avviene? Altre voci asseriscono che mancano gli i mpianti di riciclaggio? E, se è vero, perchè mancano? E chi dovrebbe crearli o incentivarli, cosa dovrebbe fare e perchè non lo fa? Per ignoranza, superficialità o colpevole collusione con interessi speculativi di chi gestisce discariche o termovalorizzatori? L'importante è non fermarsi a denunce generiche, ma documentarsi e monitorare la situazione in modo continuativo attraverso l'organizzazione di cittadini consapevoli e determinati.Nei vari quartieri, si potrebbero rappresentare anche con materiale fotografico o con reportages le situazioni di degrado o i paradossi su cui allo stesso tempo informare i cittadini e insieme andare a chiedere spiegazioni all'Ama. Andrebbero anche ricercate e documentate possibili discariche abusive e riconosciuti eventuali rifiuti pericolosi presenti.Poi andrebbero contattati gli amministratori e i responsabili della discarica e degli eventuali impianti di riciclaggio a cui riferire i risultati delle indagini dirette eseguite e chiedere spiegazioni. Qualora questi si rifiutassero di rispondere o lo facessero in modo generico ed evasivo, quando non addirittura contraddittorio con le informazioni raccolte in altro modo, ci si potrebbe rivolgere alla stampa o a note trasmissioni televisive, e nel contempo cercare di informare i residenti con iniziative quali incontri, fogli di quartiere, cercando sempre di portare più persone oltre che ad essere informate, anche ad impegnarsi in prima persona nel prosieguo delle attività.Quando si giungerà ad avere un quadro complessivamente più chiaro, si potrebbero ipotizzare soluzioni da sottoporre al vaglio di residenti e amministratori. Una volta convinti della loro validità, di fronte all'eventuale sordità delle amministrazioni o alle loro troppo generiche promesse, le soluzioni elaborate andrebbero propagandate e imposte anche a fronte di lotte specifiche da concordare con la popolazione che si sarà intanto sensibilizzata e resa consapevole. Questo modello di partecipazione potrebbe poi essere esteso ad altre tematiche, ma partire dalla questione della raccolta e smaltimento dei rifiuti non è casuale, perchè la situazione è esplosiva dal punto di vista ambientale e affrontarla e risolverla dipende davvero dall'impegno diretto a partecipare e a mobilitarsi di tutti noi.L'obiezione che ci aspettiamo è: l'impegno è troppo gravoso, non si trovano così tante persone che abbiano tempo e pazienza per occuparsi di tutto ciò. Intanto non è obbligatorio arrivare dappertutto ma si può benissimo partire anche da un gruppo che si occupi di una sola zona. Si tratta di verificare la validità di questa proposta, che se provata potrebbe in seguito espandersi.Quello che vorremmo è indicare e sperimentare un modello di partecipazione più diffuso, utile sia nella raccolta di informazioni quanto nell'elaborazione di proposte, che dovrebbe in prospettiva configurarsi in un monitoraggio e controllo democratico.Non siamo affatto contro i partiti, della cui necessità pensiamo sia doveroso prendere atto, e di cui auspichiamo che i militanti e gli iscritti che condividono queste idee e questi obiettivi vogliano impegnarsi in prima persona per la loro realizzazione, senza doversi mimetizzare presentandosi diversamente da quello che sono, ma anche impegnandosi correttamente e non per semplici fini propagandistici in concorrenza tra di loro.Allo stesso modo pensiamo che ci sono tante persone per niente soddisfatte dell'attuale sistema di potere e del modo in cui si affrontano (o non si affrontano) questioni urgenti e importanti come quella ambientale, che però sono sfiduciate e deluse dai partiti, o che hanno provato ad avvicinarvisi non trovando riscontro alle proprie idee personali o spazio operativo per portare avanti le idee del partito stesso.Purtroppo ci sembra che al giorno d'oggi anche i partiti di sinistra siano spesso dei gruppi chiusi che fanno fatica a includere e a dare spazio di azione e di critica a nuovi soggetti che vogliano svolgere un ruolo costruttivo più allargato, e non si limitino a ripetere un po' dogmaticamente le parole d'ordine caratteristiche del partito, spesso troppo astratte e infarcite di un'ideologia populista (anche se non riconosciuta come tale).Spesso i partiti si rivolgono al "popolo" chiedendo di segnalare situazioni di degrado, promettendo di denunciarle e di occuparsene. In questo modo, quand'anche ci fossero le segnalazioni con le relative denunce, i cittadini resterebbero sempre passivi e dovrebbero solo delegare al partito e poi aspettare senza poter sapere o controllare il seguito, nè tanto meno avrebbero modo di confrontarsi con altri e di capire il perchè e il come le cose accadono e cosa occorra fare per cambiarle.La logica cui i partiti sembrano rispondere è quella di enunciare tematiche su cui dare risposte attraverso slogan propagandistici, per lo più astratti e generici, allo scopo precipuo di darsi visibilità agli occhi di potenziali elettori.Ciò oltre ad allontanare i cittadini dai partiti, li allontana anche dalla politica che viene in genere confusa con questi ultimi, e quindi li rende passivi e inclini al qualunquismo. Questo danneggia i partiti stessi, e ne allontana i potenziali simpatizzanti. L'allargamento del solco tra quel che resta dei partiti di opposizione e l'opinione pubblica non può che giovare a chi governa per i propri fini personali e se ne infischia se dopo di lui verrà "il diluvio".Occorre che i partiti cambino modo di agire aprendosi e occupandosi insieme ai cittadini delle varie tematiche, invece di limitarsi ad agitarle. Chi condivide o critica in vari o modo queste riflessioni è caldamente invitato a inviare messaggi di commento. Chi poi fosse interessato a discutere o a partecipare al progetto, è invitato ad esprimersi in tal senso inviando recapiti telefonici o indirizzi e-mail idonei per eventuali contatti. Questa è una proposta che nell'ottica in cui l'ho pensata, andrebbe rivolta alle forze politiche di sinistra o centro-sinistra (vedi PD), in contatto con associazioni o cittadini interessati ai contenuti e alle forme di organizzazione proporre. Quello che mi interessa è prospettare un modo diverso di far politica, riappropriandosi direttamente delle informazioni e attuando forme di partecipazione attiva e propositiva allargata. Se ci si limita a organizzare eventi e dibattiti credo che sia difficile coinvolgere gente al di fuori della solita cerchia e anche le manifestazioni o i flash-movie (non so se si chiamano così) si esauriscono in se stessi. Non dico che tutto ciò non serva, ma prediligerei un tipo di impegno che si esplichi in una sorta di "rivoluzione culturale" che potrebbe essere utile e stimolante a noi stessi per primi e che si sedimenti in realizzazioni progressive e in acquisizioni continue.Secondo me quel che manca di più è una conoscenza delle problematiche concrete e un'elaborazione di ipotesi e proposte per affrontarle in modo critico-propositivo. Questo presuppone e va di pari passo con una visione e un progetto generale che però non deve restare genericamente astratto o addirittura utopico. Altrimenti si rischia di non collegare le belle idee poetiche con la prosaica realtà empirica.
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